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LUCIANO CANFORA E IL PORCOSPINO D'ACCIAIO
A Natale anch’io ho ricevuto un prezioso regalo. Da parte di Gaetano. Non poteva essere migliore perché è stato colto il segno dei miei interessi e l’autore in grado di saperli ben rappresentare: Luciano Canfora. Si tratta, infatti,del libro " Il porcospino di acciaio/ Occidente ultimo atto ".
Non è un libro voluminoso, pesante o difficile, anzi, è relativamente breve (80 pag.), essenziale, di facile comprensione. Il titolo, pur ispirato dalla guerra russo-
Nella lunga, dotta carrellata di rappresentazioni spesso viene alla luce, attraverso una sottile ironia, che i barbari, sempre rappresentati come i cattivi, spesso sono risultati migliori dei civilizzati.
Non ho alcuna pretesa di commentare una pubblicazione di grande valore storico mi limito pertanto a riportare una mia semplice impressione. Mi sembra di vedere al centro di tutta la ricognizione storica il termine Occidente, sempre accompagnato dall’ostentato utilizzo "e dei suoi valori". Nello stesso tempo viene alla luce un Occidente costruito sulla tratta degli schiavi, sulla colonizzazione e depredazione in Africa ed Asia, sul genocidio dei nativi nord e sud americani oltre che della neo colonizzazione. Secondo l’autore il termine " Porcospino d’acciaio " serve solamente a rappresentare una politica di potenza priva di valori. Per giustificarla ha bisogno di un nemico, che anche quando non esiste, così come personalmente ritengo, bisogna inventarlo e saperlo ben indicare. Si tratta dunque di una storia vecchia e che ora si sta ripetendo.
Prima di terminare non posso ignorare inoltre quel sottotitolo "occidente ultimo atto ", messo li, privo di riferimenti, cosa può significare? Un mondo, ancora ritenuto barbarico (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa) i BRICS, che si sviluppa e che compete forse ci minaccia ? Perché preferire o accettare di sentirci minacciati e non aprire al contrario una politica di distensione e amicizia ?
Angelino Loffredi
Ceccano, 28 Dicembre 2025