Per una memoria condivisa

Vai ai contenuti

Menu principale:

Marzo 1944

ARTICOLI > ARTICOLI SULLA GUERRA

Visione in Pdf

  
Il prof. Gianluca Coluzzi, docente presso il Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano, riprendendo un nostro invito, in uno scritto apparso il 12 marzo 2014 sul sito www.unoetre.it  dal titolo “ Tedeschi a Ceccano “  ha riportato importanti  e inedite informazioni riguardanti Ceccano durante il periodo bellico.
Non avendo osservazioni o critiche da rivolgere a tale contributo, è nostra intenzione mantenere aperta l’attenzione su questo tema, pertanto interveniamo solo per aggiungere e sviluppare altre notizie. Prima di riportarle sentiamo il dovere di ringraziare Giovanni Ferri, Francesco Giglietti, Filippo Carlini, Aldo Papetti, Giovanni Di Lorenzo, Lallo Bragaglia e Aldo Masi per il modo preciso e molto spesso coincidente con cui ci hanno aiutato a ricostruire tali presenze nella città di Ceccano.
Una delle caratteristiche della presenza germanica riguarda lo stanziamento molto diffuso, quasi capillare di cavalli in abitazioni lungo via Magenta, nell’attuale piazza 25 luglio e in via Cesare Battisti, accompagnato da tanto sterco depositato lungo le strade cittadine, odori maleodoranti, insetti e uccelli. I cavalli erano a disposizione non solo di soldati tedeschi ma anche di quelli polacchi e cosacchi, quest’ultimi presenti nelle abitazioni Casalese e Bonanome in via S. Stefano; quelli insediati in piazza venivano quotidianamente curati e strigliati da Antonio Mastrogiacomo e Giacinto De Alessandris, in cambio di qualche pezzo di pane.
Per non annoiare il lettore con un lungo elenco che disponiamo, ci limitiamo, per ora, ad indicare solo una parte dei locali requisiti. Essi appartengono alle famiglie Sacchetti e Peruzzi in via Madonna del Loco; Taccheri e Mario Bonanome in via Magenta, in questi ultimi è in funzione anche una cucina. Sempre lungo via Magenta, ove oggi lavora un calzolaio, riposavano quattro cani “pastori tedeschi” che venivano avvicendati periodicamente da altri per svolgere una attività non bene individuata anche nel territorio di Cassino.
Nell’attuale via Matteotti dove ora opera il Banco di Fondi esisteva una cucina e un magazzino tedesco dove veniva distribuito anche a civili pane di segale prodotto e  proveniente da Palombara Sabina, mentre in una abitazione situata aldilà della strada i tedeschi raccoglievano la carta.
   Abbiamo già anticipato in una precedente nota che il prefetto di Frosinone in una risposta alla richieste della Camera del lavoro nel giugno1946 indica le date, il numero di morti e feriti e i danneggiamenti subiti dai comuni della provincia fino al 31 marzo del 1944.  Da questa utile informativa riportiamo gli interventi aerei avvenuti su Ceccano nel mese di marzo: 18-3 in prossimità della stazione ferroviaria; 19-3 in prossimità ponte mulino S. Rocco; 27-3 un intervento aereo sulle contrade Celleta e Fiano uccide un persona; 28-3 su via Grutti alle ore 7,30 un intervento aereo ferisce 5 persone e uccide due giovani di 18 anni, Salvatore Tiberia e Maria Ferri, quest’ultima uscita da casa per accompagnare la madre, Vittoria Bartoli, per acquistare qualcosa da mangiare.
Arturo Rocchi, collaborazionista dei nazisti, che unificava in quel periodo i poteri sia di prefetto che di presidente della provincia, con circolare 74 del 22 febbraio 1944 aveva ordinato a tutti i commis-sari comunali della provincia che “su disposizioni delle autorità germaniche il coprifuoco va in vigore dal 19 alle 15”. Sempre per disposizioni prefettizie il 23 marzo il commissario Giuseppe Patriarca in attività dal giugno 1942 viene sostituito da Furor Visca, originario di Monte San Giovanni Campano. Costui amava passeggiare per le strade del paese mettendo bene in mostra due pistole che non dimenticava mai a casa.
   Il 24 marzo 1944 Luigi Mastrogiacomo, dipendente del Ministero delle finanze, veniva trucidato dai nazisti alle Fosse Ardeatine. La famiglia ha sempre dichiarato che sia stato coinvolto per caso nella rappresaglia ma tale ipotesi è rimessa in discussione se leggiamo il rapporto di Pietro Koch al generale Kurt Maeltzer,  comandante della piazza di Roma avente come oggetto “ Scoperta una radio clandestina, in collegamento con la V armata Clark ( recupero radio, cifrati,, valori, marconista, informatore)”. Il tenente Kock noto torturatore di partigiani entrando nello specifico scriveva “ Si fece poi un appostamento all’ufficiale di PS che si sapeva avrebbe dovuto trasportare l’apparecchio radio. Egli giungeva sul posto in motocicletta e, mentre si trovava a prendere contatto con la persona che aveva l’apparecchio in consegna, veniva dopo drammatico colloquio fermato un certo Mastrogiacomo Luigi custode del barcone del Ministero delle finanze”.
  Va precisato che il barcone è attraccato su una sponda del Tevere in prossimità di Ponte del Risorgimento. L’ufficiale al quale fa riferimento Kock è il tenente ausiliario P.S. Maurizio Giglio che manteneva i contatti radio con il “ Regno del sud ”. Sia Giglio che Mastrogiacomo vengono arrestati il 17 marzo. Il tenente Giglio fu sottoposto a tortura dagli uomini della banda Kock che cercavano Peter Tompkins, capo dei servizi segreti americani in Italia, per sei interrogatori consecutivi. Quando venne consegnato ai tedeschi per essere ucciso alle Fosse Ardeatine non era nelle condizioni per reggersi in piedi.
   Negli ultimi giorni di marzo il Corpo di spedizione francese ( CEF) composto prevalen-temente da soldati marocchini, in gran segreto, lasciava il settore settentrionale ( fra il Rapido e le Mainarde) della Linea Gustav, sostituito dal contigente polacco per essere trasferito sul Garigliano. Sull’alto Rapido militari marocchini avevano esercitato atti di violenza sessuale non in gruppo ma individiale, sempre tacitati dai comandi superiori.
Il CEF, comandato dal generale Juin,  era composto da: 2° Divisione fanteria marocchina; 3° Divisione fanteria algerina; Divisione Francia libera, composta da militari della Legione straniera e altri provenienti dal Senegal, Camerum, Centro Africa e Antille. Infine, 3 gruppi di Tabor agli ordini del generale Guillame si unificavano con la 4° Divisione marocchina  per formare il Corpo di Montagna posto alle dipendenze del generale Sevez.


Lucia Fabi Angelino Loffredi

 
Torna ai contenuti | Torna al menu