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Quando l'anagrafe divenne comunale

LIBRI > Ceccano nel tempo

Il Palazzo ove è ora l’Anagrafe comunale, in che anno è stato fatto proprio dal Comune?
Una domanda pertinente, un interrogativo mai posto.
Presso l’Archivio Storico Comunale, nel fascicolo Post9/1.21, è raccolta la vicenda lunghissima di questo importante avvenimento. Non completamente esauriente e definita viene fuori una storia avvincente, con una trama intricata e veramente interessante sia per chi va a caccia di notizie e di curiosità particolari, sia per quelli che sono attenti a sottolineare i cambiamenti di assetti proprietari avvenuti nel secolo trascorso.
Se procediamo con ordine, è possibile seguire lo sviluppo dei fatti.

Il rogito della compravendita in oggetto è redatto dal Notaio Valentino Sindici, il 26 Marzo 1884, fra il Sindaco Avv. Camillo Gizzi e Filippo Angeletti  e il figlio Giuseppe. Prevede l’acquisto del fabbricato di tre piani in Contrada Vittorio Emanuele, Salita al Castello, confinanti Ricci Vincenzo e Leonardo. Il prezzo è stabilito in £ 5.100.
Potrebbe essere una conclusione naturale, un fatto ovvio, ma non è così!

L’atto non viene registrato, anzi il 1 Aprile il Notaio Sindici trasportato da un carrettino, si presenta al Conservatore delle Ipoteche di Frosinone per iscrivere un lungo elenco di beni di proprietà di Angeletti stesso, senza dimenticare di acquisire, con pignoleria notarile, la ricevuta di £ 2,20 rilasciata proprio dall’Agenzia delle Entrate.
Perché questo colpo di mano? Perché questo imprevisto tiro mancino?

Sempre nel carteggio depositato nell’Archivio, risulta che l’Angeletti doveva al Comune 3284 lire e 77 centesimi per un debito risultante dalla tenuta amministrativa del Monte Frumentario. Il Comune di Ceccano, per questo motivo, iscrive ipoteca su 14 proprietà degli Angeletti, comprendenti fabbricati affittati, boschi e terreni seminativi. Un vero patrimonio. Non mi dilungo nell’elencazione dei siti solo per problemi di spazio ma la loro ricognizione e le rispettive proprietà confinanti, tutte riportate  con particolare precisione,  possono costituire una miniera di informazioni sulle proprietà esistenti nel territorio ceccanese.
L’acquisto della nuova casa comunale era stato avviato ben 10 anni prima, con delibera consiliare del 2 febbraio 1875, dal sindaco Tommaso Mancini, al prezzo di 5.100 lire, prevedendo il pagamento in quattro rate. La perizia era stata fatta dal Perito Agronomo Felice Pirri.
Nel menzionato fascicolo che ho avuto fra le mani, non esiste, purtroppo, una ricostruzione cronologica e ben definita del contenzioso che si va ad aprire. Nemmeno si trovano le questioni insorte legate alla gestione del Monte Frumentario, dei bilanci e delle presunte irregolarità, cause   scatenanti della controversia.
Esistono però delle tracce, dei reperti che lasciano intuire quello che stava accadendo:
La Conservazione delle Ipoteche di Frosinone, il 5 marzo 1878 certifica che non esistono iscrizioni di crediti ipotecari a carico di Angeletti Filippo sopra la casa situata in Ceccano, in Contrada Salita al Castello.
Una stima predisposta il 22 luglio del 1880, sempre dal Perito Agronomo Felice Pirri, dei fondi rustici ed urbani di proprietà del signor Angeletti, suddivisa in Beni di Famiglia, beni della Cappella del Suffragio e beni della Cappella della Madonna degli Angeli ammontante complessivamente a £ 33.347,83.
Questi due reperti lasciano pensare che gli amministratori, forse con incertezze e oscillazioni, pensassero da tempo alla iscrizione ipotecaria.

Le vicende riportate non finiscono qui, perché se è vero che il Palazzo dell’Anagrafe è acquisito da qualche tempo fra i beni del Comune, dopo essere stato durante il "ventennio" la Casa del Fascio, è anche vero che i 14 cespiti ipotecati in quell’1 aprile non appartengono al patrimonio della nostra città; ma non sono di proprietà nemmeno di quello che resta della famiglia Angeletti.
Cos’è successo dunque dopo la primavera del 1884?

E’ una vicenda sicuramente ingarbugliata che toccherà a qualche altro dipanare, di svelare con molta pazienza e altrettanta attenzione.

Angelino Loffredi

 
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