Per una memoria condivisa

Vai ai contenuti

Menu principale:

Stati generali contro l'inquinamento

ARTICOLI > ARTICOLI VARI

Per affrontare l’ importante questione dell’inquinamento e le sue conseguenze è necessario tentare di utilizzare due strumenti di prevenzione sanitaria ed ambientale:
Registro dei tumori, istituito con legge regionale del giugno 2015.
Il Programma di Valutazione Epidemiologica della popolazione residente nel territorio del SIN Valle del Sacco, approvato con Delibera della Giunta Regionale del Lazio nel maggio 2017.
L’utilizzo congiunto di questi due strumenti " dovrebbe " la predisposizione di iniziative strategiche per la prevenzione del rischio sanitario e ambientale perché:
 Il Registro dei Tumori predispone  a " L’analisi dell’impatto dell’ambiente e la valutazione di situazioni di concentrazione spazio temporale dei casi oncologici ".
 Mentre attraverso lo STUDIO EPIDEMIOLOGICO " Gli esiti sanitari saranno studiati in relazione all’esposizione alla residenza " . Inoltre, verrà ricostruita la storia residenziale.
 I due strumenti, dunque si intrecciano, si alimentano e si sostengono in modo tale che le aree di criticità nelle quali le patologie incidono in maniera elevata e ed anomala potrebbero essere rilevate e circoscritte e dalle quali si potrebbero trarre indicazioni per indagini ambientali mirate appunto alla individuazione delle fonti , nonché alla identificazione dei responsabili.
 L’utilizzo dei due provvedimenti infine se ben utilizzati e raccordati potrebbero ridurre i rischi di esposizione della popolazione e svolgere di fatto una concreta prevenzione e tutela della salute. Va precisato che lo Studio Epidemiologico non riguarda solo i tumori ma anche la estesa serie di patologie legate a cause ambientali nella Valle del Sacco per l’attuazione di misure contro l’inquinamento atmosferico, la depurazione dell’acqua e l’uso del suolo.
 Più in generale si potrebbe ipotizzare che l’insieme di misure per la prevenzione dei rischi ambientali ridurrebbe l’incidenza delle patologie ottenendo un risparmio di risorse da destinare invece alla sanità pubblica.
 Le ipotesi descritte rappresentano le potenzialità non ancora espresse pertanto mi sembra naturale stigmatizzare il ritardo ingiustificato che la Regione Lazio sta accumulando. Ricordo infatti che la legge per il Registro dei Tumori esiste dal giugno 2015 mentre la Delibera per lo Studio Epidemiologico pur esistente dal 2017 non ha fatto un passo in avanti.
 Mi accorgo che l’attenzione maggiore è riservata al pericolo di contaminazione del Beta-esaclorocicloesano ma dobbiamo tenere una continua osservazione anche verso siti non direttamente collegati al fiume Sacco ma ugualmente pericolosi. E provo a ricordarli:
Ex CemAmit, per l’amianto interrato
La bonifica avviata ma non completata della Viscolube
Le discariche comunali chiuse.
Le discariche attive, quali quella di Via Le Lame a Frosinone, di Colle Fagiolara a Colleferro, di MAD a Roccasecca.
Gli inceneritori pubblici del ciclo dei rifiuti di Colleferro e di San Vittore e quelli privati di Bonollo e della Marangoni.
Le 19 industrie chimiche a rischio di incidente rilevante.

La questione dell’Area Industriale di Frosinone che sprigiona puzza, che non riesce a far funzionare il depuratore e a regolarizzare l’afflusso degli scarichi provenienti dalle fabbriche.
I continui sforamenti delle emissioni di CO2 a Frosinone, Ferentino, Ceccano.
I depuratori gestiti da ACEA. Nel 2013 dei 112 solo 9 funzionavano regolarmente.
Questa é la mappatura del disastro. In difetto certamente.
 Credo inoltre che sia arrivata l’ora di chiedere il dimissionamento dei responsabili del depuratore dell’Area industriale e dell’ARPA, lavoro ben remunerato ma che non corrispondente  ai risultati dovuti. Dopo tanto parlare di merito e necessario tirare i conti.
Angelino Loffredi
3 AGOSTO 2018


 
Torna ai contenuti | Torna al menu