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Come si deve votare in Provincia?

ARTICOLI > A DIFESA DELLA COSTITUZIONE

Qualche giorno fa Sara Battisti, vicesegretaria del PD frusinate, a ridosso del voto referendario, ha rilasciato una dichiarazione preoccupata per il suo partito ma ancora di più allarmata per alcuni aspetti riguardanti  l’istituzione provincia. Preoccupata per quanto riguarda il significato da assegnare a quel No in provincia, superiore del 10 % rispetto al dato nazionale. Il tema allarmante invece riguarda il riferimento che la Battisti riserva alla Provincia, non un cane morto o un ectoplasma ma qualcosa di vivo e di cui tenere conto. Ho ritenuto tale intervento parziale e tardivo anche perché la Battisti è stata una sostenitrice del Si, comunque il tema sollevato mi sembra molto serio  e da non lasciare cadere. Ne riprendo e propongo una necessaria lettura della sua Nota da ritenere sen’altro fuori dal coro delle banalità postelettorali.

 «A dato referendario acquisito credo che debba essere un'urgenza quella di chiarire il vulnus legislativo che, se da una parte definisce le Province Enti di Secondo livello, dall'altra la Costituzione le inquadra nei livelli di governo territoriale a rappresentanza popolare. Il voto di ieri respinge la nostra proposta di riforma costituzionale, pertanto visto che bisogna andare a rinnovo del Consiglio Provinciale, siano i cittadini a scegliere i propri rappresentati in quell'assise. Una necessità che impedisce confusione, divisone e lacerazione riconsegnando ai cittadini la responsabilità della decisione».
  
 Debbo necessariamente ricordare che l’8 gennaio 2017 non i cittadini ma 1146 consiglieri comunali andranno a votare per il consiglio provinciale. Un voto in base alla "forzatura" della legge Del Rio ma in evidente contrasto con l’esito referendario.

Se andiamo sul profilo Face Book della vice segretaria del PD rileviamo che finora ha ricevuto 41 mi piace e 29 commenti. Il fatto che più mi lascia incredulo però è che in tutti i commenti, tolti alcuni critici, presumibilmente fuori dal campo PD, i restanti esprimono solamente simpatia e fiducia politica verso l'autrice. Nessuno purtroppo riprende o prova ad entrare nel merito della questione posta alla discussione.
Non ho letto uno scritto da parte del segretario provinciale PD Simone Costanzo, ne di iniziative da parte dei parlamentari frusinati (Scalia, Spilabotte, Pilozzi) in direzione del Governo. E vero che Sara Battisti sviluppa i suoi interventi sempre in modo rispettoso, procedendo con molta cautela, ma quello che ha scritto non è un capriccio. Non è una invenzione per ricercare un conflitto a tutti i costi. Potrebbe essere una esagerazione (non lo credo) ma allora qualcuno intervenga, ristabilisca l'autentico profilo istituzionale.
Ma, se la Battisti avesse ragione e si andasse l'8 gennaio al voto a dir poco abusivo, non popolare e se prima o dopo qualcuno più informato di me in  elementi di diritto, si oppone e fa ricorso e successivamente dovesse avere ragione, chi pagherà i cocci rotti ?
Angelino Loffredi

Ceccano 11 dicembre 2016



 
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