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Le primarie a Ceccano

LIBRI > Ceccano nel tempo

Dopo le disponibilità e gli annunci si può passare  all’autoconvocazione delle forze politiche che affermano di volere le primarie di coalizione del centrosinistra per stabilirne un Regolamento di attuazione.
Tale sollecitazione proviene da una persona refrattaria a seguire le mode prevalenti e allergico al conformismo dominante e mutevole. A Ceccano, infatti, le primarie costituiscono una necessità e una urgenza per il popolo del  centrosinistra, sia perché non esiste un candidato naturale   e  ampiamente riconosciuto alla carica di Sindaco, sia perché ritengo che l’attuale maggioranza  ed i partiti che la sostengono non godano di buona salute.
Attraverso tale strumento ed il conseguente confronto fra valori, programmi e persone che intendono guidare Ceccano nei prossimi  anni sarà possibile verificare gli obiettivi promessi e  mancati in questi anni, fare correzioni e proporre alla Città un progetto futuro e la relativa qualità della vita.
Non debbo ricordare, inoltre, che i Ceccanesi hanno assistito inermi a divisioni e contrapposizioni nell’interno della maggioranza che non hanno permesso un percorso facile e spedito per realizzare gli impegni presi durante le amministrative del 2007.
Da anni la minoranza critica l’attività amministrativa  e solleva questioni di vario tipo. Anche se lo fa in modo disordinato e senza un progetto alternativo, non ho mai letto una risposta convinta e coerente degli uomini che compongono la maggioranza o delle forze politiche che la sostengono. Aldilà delle repliche del consigliere Agostino Ciotoli e del Circolo di Rifondazione Comunista, prevale sempre un silenzio furbo, tattico, volontariamente defilato. A volte penso che il silenzio possa significare una incapacità politica a cogliere vere questioni  denunciate e aperte. Altre volte invece mi sembrano espressione di opportunismo, di chi rimane in attesa, non intende prendere posizione perché pronto a cambiare sponda e casacca.

Le primarie che auspico non debbono rappresentare  un rito, una finzione, né un concorso fra uomini o donne simpatici o fotogenici ma servire, attraverso una profonda discussione fra candidati e programmi,  sempre in diretto rapporto con i cittadini, a predisporre un programma futuro per la Città di Ceccano. E’ necessario subito intercettare sensibilità e speranze di tante persone e tantissimi giovani compresse dal triste spettacolo della " politica politicante " i cui segnali e presenze si sono evidenziati nel corso della campagna referendaria, le quali  vanno alla ricerca della bella politica.
E’ probabile, anzi temo, che questa mia sollecitazione rimanga inascoltata o, forse, solo con qualche risposta di facciata e che i dirigenti del centrosinistra  possano affermare che le mie preoccupazioni siano eccessive, esagerate perché Ceccano è una città di sinistra e che sempre lo sarà.
Attenzione, non è così: in politica non si vive di rendita. Il patrimonio politico ed elettorale acquisito va ogni giorno riconfermato, migliorato, aggiornato rispetto alla realtà che si modifica.
Dopo le ultime elezioni del 2008- 2009- 2010- 20011 negli enti locali della nostra provincia il centrosinistra è quasi scomparso, è ininfluente. Tocca il punto più basso mai visto nel  dopoguerra. Certo in questo scenario pesa drammaticamente la crisi del PD. Il PD, infatti, ha ereditato il modello avviato da DS sin dal marzo del 1997, quello cioè che ha selezionato gli iscritti non sulla base della impegno e del giusto orientamento ma della fedeltà al capo, di accordi ristretti e della elargizione di qualche mancia.  Tale partito dopo avere ridotta ogni attività mi appare privo di proposta politica ed in preda a lotte interne.
Le primarie servono appunto a bypassare tale maledetta crisi che si riverbera su tutta la coalizione di centrosinistra, la indebolisce, non ne fa fare un necessario balzo in avanti.

Temo che a Ceccano i successi elettorali alle elezioni comunali precedenti possano narcotizzarci. Quello del 2007 in particolar modo. Attenzione, in quella occasione la destra si fece rappresentare dai bruciatori di libri, che la divisero prima e poi caratterizzarono  la campagna elettorale in uno scontro campale fra destra e sinistra,  dandoci la possibilità di far capire ai cittadini che il pericolo, per tutti, proveniva dal loro spirito intollerante, aggressivo e irragionevole. Di fatto prevalsero di gran lunga la proposta, la ragione, la mitezza.
Oggi non è cosi. Ancor più con l’inevitabile declino di Berlusconi, la destra potrebbe scegliere candidati  rassicuranti, non ringhiosi, che non hanno vendette da compiere, non lanciano crociate contro gli infedeli atei e comunisti; persone portatrici di  meno ideologia, più disponibilità e cortesia, in grado di farsi capire e di allargare l’area delle alleanze a pezzi di sinistra scontenti e  delusi per creare  non una coalizione schiettamente di destra ma " macedonia ", variegata con forte spirito civico.
La mia ipotesi non è bizzarra o fuori dalla realtà perché ha avuto controprove  in altri comuni della provincia, proprio in centri " rossi ", ritenute fortezze inespugnabili della sinistra. Basta informarsi di quello che è successo a Paliano, Piglio, Acuto, Sgurgola, Fiuggi, Isola Liri. In tutte queste realtà faciloneria, ambizioni personali, pessimi dirigenti provinciali e obbedienti responsabili locali con scelte conviviali hanno distrutto un ricco capitale politico accumulato, come a Paliano, per sessantasette anni.
Chi ha fra le forze politiche di centrosinistra più senso di responsabilità, chi non ha paura del confronto con i cittadini, chi vuole allargare l’area della partecipazione e della trasparenza affretti i tempi perché ne è rimasto poco.

Angelino Loffredi

Ceccano 02/07/ 2011



 
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