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Pronto soccorso

ARTICOLI > QUESTIONI SANITARIE

Tardo pomeriggio di giovedì 2 novembre: davanti al Pronto Soccorso di Frosinone si trovano  ferme, in fila una dietro l’altra 8 ambulanze , una macchina privata e due auto mediche perché nell’interno della struttura  l’attività sanitaria è bloccata o si muove a rilento.
 Gli automezzi e i loro equipaggi pazientemente attendono, convinti che all’interno della struttura non sta funzionando. Aspettano, amaramente; anche i pazienti che si trovano dentro gli automezzi; il loro non è un viaggio turistico o di piacere ma denso di sofferenza e dolore. Sono  persone che vengono da Alatri, Ceccano, Ferentino, Anagni, Veroli, Ceprano.
 Tale odissea non viene spiegata da nessuna comunicazione ufficiale della ASL ed allora, nelle grandi linee, provo a raccontarla. E’ la somma di due inefficienze: mancanza di sufficienti posti e personale nei reparti di degenza e  un vero, drammatico, angosciante corto circuito  creatosi nel Pronto Soccorso. Nel  pomeriggio di giovedi 2, a leggere qualche rendiconto giornalistico, 69 persone sono in attesa di essere  accettate dalla struttura.
 Diversamente da come si potrebbe ritenere non è con l’accettazione che finiscono le angosce  del paziente perchè dopo questa estenuante fase di attesa incominciano altre lungaggini. Ci sono, infatti, da smaltire  lunghi tempi prima di  essere visitati , poi eventualmente medicati, infine  sottoposti ad esami clinici o radiologici e per ultimo, se i posti sono disponibili, inviati nei reparti.  
Quasi sempre  i pazienti ristagnano nei corridoi del Pronto Soccorso, molto spesso su barelle di fortuna, perfino per 12ore.
La lentezza attraverso la quale si svolge l’accettazione, la visita, la medicazione e  i relativi esami, dovuta alla cronica carenza del personale medico ed infermieristico, finisce per rallentare il flusso in entrata ostacolando così la delicata macchina organizzativa dei soccorsi e costringendo pazienti ed equipaggi a lunghe e snervanti attese.
 Nel momento in cui scrivo,  il mio pensiero  non  dimentica quella vigilia di Natale del 2010, le speranze diffuse quando venne inaugurata la nuova  struttura dell’Ospedale Spaziani, con i 480 posti letto, sette aree specialistiche di intervento per emergenze, sala operatoria di ultima generazione. Ancora speranze quando venne annunciato il superamento dei pronto soccorso negli ospedali circostanti di Ferentino, Ceccano, Anagni  e l’accorpamento allo Spaziani, perché  allora veniva promesso a tutti un futuro di efficienza e miglior cura.
 Se il 2 novembre 2017 i pazienti che aspettavano di essere accettati e visitati erano  69  qualche settimana prima, il 25 ottobre, le persone in attesa toccavano la considerevole cifra  di 82. Forse un record o un monumento all’inefficienza. Lo rileva anche  il Consigliere Regionale   Mario Abruzzese attraverso le colonne del quotidiano " L’Inchiesta " il quale il giorno successivo rilascia la seguente dichiarazione " Quella delle persone che si rivolgono al Pronto Soccorso delle strutture in provincia è una vera odissea che non accenna a finire. Sono migliaia le richieste di aiuto e gli accessi ogni settimana tra gli ospedali di Frosinone, Cassino, Sora, Alatri ma a causa dell’insufficienza del personale sanitario, medico, infermieristico, ausiliario dare una risposta adeguata  alle richieste degli utenti praticamente è impossibile."
 E’ opportuno puntualizzare inoltre che dal Commissario Straordinario Onorario della ASL Luigi Macchitella per definire meglio queste drammatiche vicende non è ancora arrivata alcuna puntualizzazione.
 Se il Commissario tace, al contrario la UIL, attraverso l’associazione di consumatori ADOC diretta da Marco Pirri si muove. Infatti, cosi come qualche mese fa era stato annunciato, è stato aperto uno sportello per fronteggiare episodi di Malasanità. L’ufficio vuole mettere sotto osservazione la struttura sanitaria ciociara, la qualità dei servizi offerti, la capacità di risposta ai bisogni dei pazienti e le eventuali conseguenze e responsabilità.
 Lo sportello opera a Frosinone, in via Mola Vecchia, dove ogni martedì pomeriggio professionisti saranno a disposizione di tutti coloro che ritengono essere stati penalizzati dall’attività sanitaria e che per tale motivo intendono valutare la possibilità di avere un’azione risarcitoria.
ANGELINO LOFFREDI
9 Novembre 2017


 
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