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Per un giusto apprezzamento verso Giulio Lampazzi

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  Dopo la sua scomparsa, avvenuta qualche mese fa, ho sentito parlare di Giulio Lampazzi con rispetto, stima e genuino  apprezzamento per la sua educazione, per la sua modestia, per la sua sobrietà nel discutere attorno a questioni alte e profonde.
Negli ultimi anni della sua vita aveva aperto una nuova finestra alle sue curiosità e alla sua passione, secondo me, in diretta continuazione con la prima: la ricerca delle radici cittadine. Lo stava facendo con il suo stile rigoroso. Di Giuliano di Roma ricercava  notizie, verificava le fonti e poi ne scriveva. Il suo libro " Giuliano di Roma alla fine del XIX secolo  e inizio XX secolo " avrebbe dovuto costituire il punto di partenza per conoscere e sviluppare altre notizie ed altri momenti della storia del suo paese. Purtroppo il male ne ha interrotto il lavoro!
 Mi dispiace che di Giulio prevalentemente si ricordi solo quest’ultimo periodo della sua vita. Io ho avuto il privilegio di conoscerlo e di lavorare con lui nel periodo in cui la sua presenza nella Sezione fu decisiva a trasformare il Pci da partito di opposizione a partito di governo. Per tutto il lungo dopoguerra il PCI giulianese fece riferimento a uomini come Aversa, i fratelli Gizzi, De Santis, Orsini, Capogna, Canari che caratterizzarono  il partito come forza di opposizione. Uomini che non si arresero all’assedio democristiano.
 E’ a metà degli anni settanta che in seguito agli indirizzi nazionali di Berlinguer e provinciali di Ignazio Mazzoli che a Giuliano di Roma si forma un nucleo di compagne e compagni che si muove lungo una linea politica che rompe l’accerchiamento e incomincia a confrontarsi con la città senza temere "contaminazioni".
  Non solo tessere, dunque, non solo impegni sporadici ma iniziative continue attorno a temi cittadini e comprensioriali. Giulio fa parte di questo nucleo. E’ sempre presente, porta il suo contributo di sapienza e conoscenza, alza il livello delle discussioni con proposte valide e credibili.
 Il giornale "Voce giulianese" uscito nel novembre 1979 e periodicamente distribuito fino alla Festa dell’Unita’ del 2004 è una sua formidabile creatura. Sullo stesso si svolge una battaglia politica e culturale ove si  conoscono leggi nazionali e regionali, si formulano proposte e gli obbiettivi posti dalla sezione. E’ uno strumento attraverso il quale la sezione riconferma il legame con la città. E’ attraverso questo lungo e ininterrotto apprendistato che il partito diventa forza di governo. Anche se elettoralmente spesso il PCI prima e il PDS e DS  poi vengono sconfitti, la forza creatasi non è mai marginale e ininfluente è un valido punto di riferimento, costituisce una alternativa..
 Se ricordiamo Giulio Lampazzi non solo come il saggio ricercatore di storia locale ma anche come il militante appassionato, che nella coralità con altri adegua un partito alle nuove necessità, erogando cultura e sapere, allora e solo allora, viene a lui un  giusto tributo, un vero, completo riconoscimento.
 I temi trattati per  venticinque anni dal periodico "Vita giulianese",  per chi ha intenzione di conoscere la storia di Giuliano di Roma, costituiscono  momenti di storia, sono l’ABC per capire la vita e l’esperienze di un paese perché ne riportano la temperie di un periodo. Sono una fonte di conoscenza (forse unica) e di questo dobbiamo ringraziare la costanza e l’intelligenza di Giulio Lampazzi.

Angelino Loffredi

25aprile 2016


 
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