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Presentazione raccolta articoli "Ceccano nel tempo-Quadretti Ceccanesi"

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Prima di tutto sento il dovere di ringraziare l’Associazione culturale IndieGesta e il sito unoetre.it per aver promosso questo incontro e per aver permesso di utilizzare questo spazio e le relative attrezzature.
 La raccolta proposta riguarda quindici articoli e due allegati scritti negli ultimi dieci anni e pubblicati sia su quotidiani locali che sul sito edicolaciociara.it. Sono interventi riguardanti  vicende cittadine aventi caratteristiche politiche o di cronaca o di ricerca storica.
 La raccolta ha due titoli che si completano: "Ceccano nel tempo" infatti è il titolo che troverete sul sito loffredi.it mentre " Quadretti Ceccanesi"riguarda quella curato da Ignazio Mazzoli attraverso unoetre.it.
 Se colleghiamo " Frammenti di vita ceccanese ", pubblicazione edita nel lontano 1986 a cura del comune di Ceccano agli articoli che stiamo presentando, l’insieme complessivo ci permette di attraversare 160 anni di momenti salienti di vita cittadina. Per i futuri ricercatori di storia di Ceccano tali articoli possono costituire una base importante da cui partire, una colonna vertebrale di notizie per  allargare ulteriori conoscenze e sviluppare nuovi approfondimenti.

    Ritengo tutti gli articoli importanti perché riportano proposte, discussioni e scontri avvenuti nella nostra città oltre che i sentimenti della popolazione. Fra tutti ce ne è uno che merita un’attenzione particolare e mi riferisco al Diario di guerra del veterinario Goffredo Bianchi, anzi va precisato che lo stesso è un allegato ad un mio articolo. Ritengo che oltre al valore umano, personale tale lavoro rappresenta una tragedia collettiva subita da 650.000 militari italiani che durante l’ultima guerra per non tradire un giuramento di fedeltà alla Patria rifiutarono di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e per questo vennero internati in campi di concentramento in Germania e in Polonia.
 Il Diario ha una eccezionale importanza storica perché, aldilà degli scritti generali pubblicati in Italia, peraltro ancora limitati, costituisce l’unica testimonianza scritta esistente nel panorama storiografico provinciale. Ne va evidenziato lo scrupolo documentaristico. E’ un racconto preciso e drammatico, scritto da chi attraversa 11 stati nazionali, chiuso in vagoni blindati, tocca 20 luoghi di segregazione. Abbiamo di fronte un internato che riporta la triste vita nei campi, i pidocchi, la fame e le pressioni tedesche e repubblichine per passare dalla parte di Mussolini attraverso il ricatto del cibo e  varie minacce. Ne viene fuori una fotografia facilmente comprensibile e in bianco e nero che racconta la dura vita, il fraterno rapporto con gli altri ufficiali ciociari ed il pensiero sempre presente per la moglie Maria e per il figlio Emilio. Questo documento già in sè per sè completo può costituire un punto di partenza per altre ricerche legate ai campi evidenziati  o agli ufficiali ciociari sempre individuati con affetto dal capitano Bianchi ma mai ben ricordati successivamente dalla storiografia locale.

    Con soddisfazione posso affermare che per tale occasione è stata utilizzata sia la soluzione informatica che quella cartacea. Anzi queste soluzioni mi spingono ad aprire un nuovo scenario di discussione. Partendo infatti dal cartaceo che avete fra le mani, osservando la confezione modesta ed il numero limitato delle copie, sollevo la questione delle questioni, finora elusa, forse esorcizzata e che invece in questa sede merita di essere indicata.
                  Come fare la ricerca storica locale al tempo della crisi?
Anzi dirò di più: si può fare, è ancora possibile ?
 Amici, la ricerca storica locale non è stata mai la base per interessi economici editoriali poiché circoscritta in una area limitata al paese o al circondario. Fortunatamente in tutti questi anni ha potuto usufruire di apporti finanziari provenienti dagli enti locali. Per questo è stata soddisfacente ma ora questi canali per via delle poche disponibilità generali e delle nuove politiche economiche sono inesistenti e comunque interrotti.
 Pongo dunque a tutti voi questo dilemma. La mia risposta a ridurre tali difficoltà utilizzando lo strumento elettronico, che non costa niente, e impegnando limitate risorse finanziarie personali è una scelta che sicuramente non avrà il consenso di altri. Sono interessato comunque a conoscere se esistono altre soluzioni.
 Prima di chiudere sento la necessità di precisare qualcosa rispetto a quanto scritto l’altro giorno sul settimanale Pertè da Giovanni Proietta. Presentando l’iniziativa di oggi a proposito della mia persona e il rapporto che ho con gli strumenti elettronici scriveva:
"coniugando la passione della ricerca con l’uso dei social network della rete così smaliziato e brillante da far impallidire per lucidità buona parte dei politici impegnati nell’attuale campagna elettorale"
 Tale rappresentazione è infatti eccessiva: è vero che sono curioso di nuove tecnologie, è vero che sono attento alle forme di comunicazione ma ho il dovere di far sapere che le tecnologie usate da unoetre.it non sono gestite o usate dal sottoscritto ma predisposte e gestite da Ignazio Mazzoli. E anche il sito loffredi.it su cui Lucia ed io stiamo caricando tutti i nostri scritti non è tutta farina del mio sacco. Chi aggiorna, sistema, corregge è l’amico Francesco Giglietti che non mi stancherò mai di ringraziare.
 Ma vorrei riprendere e concludere velocemente il tema degli anni bui che abbiamo di fronte dicendo che chi è qui presente o comunque interessato a tale discussione sa che il problema non è tanto la ricerca o lo scrivere ma la stampa, il costo della stessa.
 Ecco perché ringrazio tutti i presenti non una ma due volte. La prima per essere presenti ad una discussione riguardante la raccolta in oggetto, la seconda per verificare e approfondire l’allarme che  sto provando a lanciare.

Angelino Loffredi

1 Marzo 2015


 
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