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Prima pietra per la ricostruzione di S. Maria

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Padre Antonio Mannara, parroco della Chiesa di S. Maria a Fiume di Ceccano, coadiuvato dall’Associazione Cultores Artium e da altre organizzazioni culturali impegnate nel nostro territorio, ha avviato una nutrita serie di iniziative per ricordare degnamente il 60° anno della ricostruzione del Santuario.
 E’ già stato abbondantemente riportato quel 14 agosto 1958, giorno della ricostruzione e del solenne rientro in Chiesa della statua della vergine, costruita con il Cedro del Libano, sopravvissuta al bombardamento del 26 gennaio 1944 e per più di 14 anni ospite nella Collegiata di S. Giovanni Battista.
 Sperando di far cosa utile ai promotori di tali importanti iniziative, vogliamo partecipare al clima di ricerca avviato annunciando di aver trovato un documento presso l’Archivio Diocesano di Ferentino attraverso il quale è possibile riportare i tempi, le persone interessate e  le condizioni che portarono alla posa della prima pietra della ricostruzione il  18 settembre 1955.
 In tale documento, un Avvenimento Sacro,  estratto da l’Osservatore Romano, è possibile sapere che a partire dall’ ottobre 1952 il Senatore Angelo Cerica " assecondando gli augusti desideri del Vescovo di Ferentino, Tommaso Leonetti "  interesserà nel corso dei successivi anni i Ministri dei Lavori Pubblici  Aldisio, Merlin e Romita per reperire le risorse finanziarie necessarie alla ricostruzione.
 Sempre dallo stesso documento si viene a conoscenza che in data 16 febbraio 1955 Emilio Colombo, sottosegretario al Ministero dei Lavori Pubblici, comunica al suddetto Senatore di aver firmato il Decreto Ministeriale 203 con il quale è approvato il progetto relativo ai lavori di ricostruzione del Santuario di Santa Maria a Fiume per un importo di lire 61.884.221.
 Dal documento è possibile sapere inoltre che Il progetto è redatto dall’Architetto Bonaventura Berardi, mentre l’esecuzione dell’opera è affidata alla ditta Sebasti Pietro, già ricostruttrice della Cattedrale di Subiaco, la quale, sempre secondo lo scritto, " rifulge, tra i vari monumenti quale modello di perfezione, di bellezza e di arte ".
Viene annunciato dunque che la posa della prima pietra avverrà  il 18 settembre del 1955 portando " processionalmente, in tale circostanza, il prodigioso Simulacro di Santa Maria sulle rovine del distrutto tempio".
Purtroppo la cronaca di quel’importante 18 settembre non l’abbiamo trovata, sicuramente esiste e  siamo convinti che, rimanendo la grande attenzione sul tema,  altri riusciranno a venirne a conoscenza.
Lucia Fabi  Angelino Loffredi
28 agosto 2018

 
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